Step Porn, una promozione dell'incesto?

Questo video esamina un fenomeno divenuto molto visibile sulle piattaforme pornografiche gratuite: la massiccia promozione dei cosiddetti contenuti "step porn", che raffigurano relazioni sessuali pseudo-incestuali all'interno di famiglie allargate. La domanda centrale è: questa normalizzazione delle fantasie incestuose nella pornografia può aumentare il rischio effettivo di incesto e violenza incestuosa?

Il video inizia descrivendo la portata del fenomeno. Dalla metà degli anni 2010, le categorie "matrigna", "patrigno", "sorellastra" e "fratellastro" sono diventate predominanti sui siti pornografici, comparendo talvolta persino nella homepage. Queste categorie hanno sostituito o ridefinito generi più vecchi e popolari, riflettendo un'evoluzione commerciale e algoritmica all'interno dell'industria pornografica. Tale visibilità non è solo il risultato di scelte editoriali, ma è alimentata anche dai clic e dai consumi degli utenti.

Per comprendere questa popolarità, il video si basa sul lavoro di Justin Lehmiller, che ha intervistato oltre 4.000 adulti sulle loro fantasie sessuali. Circa il 20% degli intervistati ha dichiarato di aver avuto fantasie incestuose e il 3% ha affermato di averle regolarmente. Questa percentuale può sembrare elevata, ma va interpretata con cautela: in questo studio, le cosiddette fantasie incestuose includono situazioni senza alcun legame biologico, in particolare quelle corrispondenti alle relazioni "tra figliastri" presenti nei video pornografici.

Il video chiarisce quindi la differenza tra incesto reale e simbolico. Il contenuto pornografico con incesto si basa su un'esplicita distanza biologica: i personaggi sono genitori acquisiti o fratellastri. Si tratta di una messa in scena che gioca con il tabù dell'incesto senza rappresentare reali legami biologici, probabilmente anche per ragioni legali. Pertanto, non è tanto il desiderio per un membro reale della famiglia a essere in gioco, quanto piuttosto l'eccitazione legata alla trasgressione di un divieto fondamentale.

Occorre sottolineare un punto importante: questi video raffigurano relazioni presentate come consensuali tra adulti, interpretate da attori senza alcun legame familiare. Appartengono al regno della fantasia e dell'immaginazione, e tali devono rimanere. L'incesto reale rimane un grave tabù, profondamente radicato nelle società umane, anche se le sue forme ed espressioni variano a seconda delle culture e delle epoche.

La questione chiave diventa quindi l'impatto di questi contenuti sul comportamento effettivo. I dati scientifici disponibili mostrano che, per la maggior parte degli adulti, il consumo di pornografia ha una scarsa influenza diretta sulle pratiche sessuali. Non esiste una semplice relazione di causa-effetto tra la visione di materiale pornografico e la commissione di atti di violenza sessuale. Tuttavia, alcune fasce di popolazione sembrano più vulnerabili, in particolare quelle con scarse competenze psicosociali o una limitata capacità di pensiero critico nei confronti delle immagini.

Il video mette in luce un significativo pregiudizio negli studi esistenti: questi si concentrano principalmente sulle generazioni che non sono cresciute con un accesso diffuso e precoce alla pornografia. I contenuti attuali, la loro intensità e la loro accessibilità sollevano quindi nuovi interrogativi, in particolare per i bambini e gli adolescenti. Un rapporto dell'Accademia Nazionale di Medicina francese sottolinea che, sebbene la pornografia non causi automaticamente violenza sessuale, si riscontra spesso che gli adolescenti che commettono reati sessuali sono stati esposti a contenuti pornografici in età molto precoce.

Questo rischio sembra meno legato alla specifica tipologia di contenuto che all'esposizione precoce in sé, all'interno di un contesto educativo privo di struttura. Un bambino o un adolescente non possiede la capacità di esaminare criticamente queste immagini e può interiorizzarle come norme. Tuttavia, la pornografia è prodotta da adulti per adulti; non costituisce né un modello relazionale né uno strumento educativo.

Il video conclude che, per la maggior parte degli adulti, guardare materiale pornografico con riferimenti a rapporti incestuosi non aumenta il rischio di incesto effettivo. Tuttavia, per una minoranza di individui vulnerabili, e in particolare per i minori, il consumo di pornografia può incoraggiare atti violenti, compresi quelli incestuosi. A livello sociale, la crescente normalizzazione di questi contenuti potrebbe inoltre, a lungo termine, indebolire alcuni tabù fondamentali.

Questi video dovrebbero essere vietati? Ad oggi, la risposta è no: non si commette alcun reato e i divieti morali raramente forniscono soluzioni efficaci. La questione principale rimane la tutela dei minori, la rigorosa limitazione del loro accesso ai contenuti pornografici e lo sviluppo di un'educazione alla vita emotiva, relazionale e sessuale basata sui divieti, sul consenso e sulla prevenzione della violenza.

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